Compatibilità chimica piastre filtranti e shock termico.

Abbiamo visto come sia importante dimensionare le piastre filtranti e la macchina in base al tipo di processo, dopo aver eseguito le opportune prove di laboratorio per determinare i parametri fondamentali.

A questo punto, vorrei mettere l’accento su un parametro che spesso (volutamente oppure no) è tralasciato o non affrontato adeguatamente, ma che può provocare gravi problemi nel campo pratico, ovvero la compatibilità chimica delle piastre filtranti e lo Shock termico nelle piastre!

Esempio concreto

Ho un processo di filtrazione in temperatura (cioè con una temperatura alta, che può essere anche dai 60 ai 90°C), ho fatto le prove di laboratorio per la scelta delle tele, ho scelto le piastre corrette con lo spessore maggiorato dell’anima, ho preso quelle di prima qualità Italiane in Polipropilene vergine, ho eseguito la coibentazione delle tubazioni e ho anche installato il carrello di lavaggio ad alta pressione per mantenere alto il rendimento delle tele filtranti.

Sulla carta quindi tutto ok, sembra che siano stati fatti tutti i controlli.

Ciononostante si rompono le piastre filtranti, si fessurano e la macchina non va in pressione.

Come mai?

Suggerimento:

Hai controllato la temperatura dell’acqua con cui esegui il lavaggio ad alta pressione delle tele?

Quello che più è problematico per le piastre, e per le plastiche in generale, è lo shock termico.

Si consiglia una variazione di temperatura di circa 20°C per evitare la cristallizzazione delle materie plastiche.

Se il processo è in temperatura, anche il lavaggio ad alta pressione deve essere eseguito in temperatura (considerando una variazione massima di 20°C).

E’ chiaro che se il lavaggio lo faccio dopo 8 ore e la temperatura delle piastre è diminuita e si è stabilizzata attorno ai 25°C, posso eseguire il lavaggio anche con acqua a temperatura ambiente.

Ma hai veramente il controllo della temperatura?

Sei sicuro che gli utilizzatori della macchina attendino questo tempo e lascino raffreddare gradualmente le piastre?

O pensi invece che il frenetico modo di lavorare caratteristico degli impianti, abbia la meglio sul reale tempo necessario?

Porsi queste domande in fase di progettazione, può salvare la vita delle piastre che altrimenti potrebbero danneggiarsi irreversibilmente.

Controllare che i materiali siano compatibili

Problemi analoghi ci sono per la compatibilità chimica delle piastre rispetto al materiale che viene filtrato.

E’ molto importante accertarsi che vi sia compatibilità tra il materiale delle piastra e quello da filtrare, infatti una azione congiunta di temperatura alta ed aggressività chimica può essere fatale per il pacco delle piastre.

Questa è la ragione per cui bisogna sempre controllare questi dati e scoprire quali altri materiali si possono utilizzare per il pacco delle piastre (nylon, PVDF, ecc…)

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